Il direttore d’orchestra in Germania

Dopo il capitolo dedicato alla professione del maestro collaboratore nelle regioni d’Oltralpe, ho pensato di dedicare uno spazio anche a quella del direttore d’orchestra: lo spunto mi è stato fornito da una lezione molto partecipata che ho avuto il piacere di tenere in una classe di direzione d’orchestra di Conservatorio proprio su questo argomento.
Quando il docente mi ha invitata per parlarne ero dubbiosa: ma sarà un argomento interessante?, mi chiedevo. Quanto mai potrà interessare ai giovani direttori una conversazione sul sistema di lavoro in Germania, quando avranno la testa e il cuore pieni di voglia di studiare partiture e perfezionare la propria tecnica?

Mi sbagliavo.
E’ stata una giornata molto attiva e ricca di stimoli di riflessione e confronto: mi sono state poste numerose domande incuriosite e anche un po’ intimidite dalla mole di informazioni che effettivamente sono emerse nel corso della chiacchierata. Una recente conversazione con un allievo dell’Accademia AMO del Teatro Coccia di Novara, dove insegno, mi ha fatto capire che l’interesse verso l’argomento è alto, e altrettanto elevata è la non conoscenza dello stesso.
Mi perdonerete quindi se sarò forse un po’ didascalica e noiosa, ma mi prenderò un po’ di spazio in questo articolo per raccontarvi un po’ in base alla mia esperienza come direttore d’orchestra in Germania le cose che ritengo possano tornarvi utili.

Il Kapellmeister.

Un nome d’altri tempi per una professione attualissima e molto pratica. Il termine Kapellmeister risale al XVII secolo e siamo talmente abituati ad associarla a polverosi ricordi dei capitoli di storia della musica su Bach o peggio, ai parrucconi ottusi del film Amadeus, da faticare a collocare la figura del “maestro di cappella” in un ambito lavorativo attuale.
Tecnicamente, Kapellmeister era il nome dato al responsabile musicale e organizzativo di uno spettacolo musicale: si occupava della preparazione artistica, dell’organizzazione degli esecutori, di tutti gli aspetti pratici e musicali utili alla realizzazione di un evento. Sopra di lui c’era il re, il nobile, il vescovo in carica: il Kapellmeister era infatti generalmente al servizio di un potente, che fosse laico o ecclesiastico la sua funzione era pressoché la stessa: organizzare, coordinare e dirigere le prove e gli spettacoli di corte (o di cappella).
Nei secoli, la professione del direttore d’orchestra si è specializzata sempre di più fino ad assumere la forma che conosciamo noi oggi. Il termine Kapellmeister è però rimasto in uso per designare un direttore d’orchestra che occupa una posizione ben precisa in un tipico teatro di repertorio tedesco.

Come saprete, i teatri tedeschi sono organizzati in funzione dell’Ensemble, ossia il gruppo di collaboratori interni, dipendenti stabili del teatro, in ogni settore (in tedesco Abteilung o Bereich) dello stesso. Appartengono al Künstlerischer Bereich (settore artistico) le seguenti professioni: scenografi, costumisti, cantanti solisti, coristi, registi, assistenti alla regia, maestri collaboratori, direttori d’orchestra, compositori, light designer, comparse, direttori di scena, danzatori, suggeritori, fotografi, esperti di pedagogia musicale, attori, drammaturghi… Insomma tutte le professioni connesse in qualche modo all’aspetto artistico, creativo del teatro.
Poi abbiamo il Technischer Bereich (settore tecnico), a cui appartengono tutte le professioni di carattere tecnico e/o artigianale: il reparto costruzioni (dal progettista ingegnere alla realizzazione: falegnami, pittori, tappezzieri, scultori…tutti sotto la supervisione della direzione tecnica), il reparto sartoria, il reparto macchineria, il reparto audio/video, luci e attrezzeria.
Infine l’Organisatorischer Bereich (settore organizzativo), dove troviamo alcune delle figure professionali con cui gli artisti si trovano maggiormente in contatto: l’Intendant (l’equivalente del nostro Sovrintendente), affiancato naturalmente dal consiglio di amministrazione, economato eccetera. Senza addentrarci nella lista di tutti gli uffici, ci basti sapere che l’ufficio di riferimento per noi è il KBB (Künstlerische Betriebsbüro), un po’ l’equivalente della nostra segreteria artistica, dove vengono pianificate le prove, la distribuzione dell’Ensemble nelle varie produzioni, la coordinazione di tutti gli aspetti organizzativi connessi all’attività artistica.

Ma torniamo al nostro Kapellmeister. All’interno di un teatro, in genere lavorano stabilmente diversi direttori (a seconda delle dimensioni del teatro da due a cinque, più ovviamente gli eventuali direttori ospiti). Il direttore principale viene designato con il titolo di Generalmusikdirektor (o GMD) e lavora di solito a stretto contatto con la direzione artistica di un teatro in quanto sua è la principale responsabilità musicale di tutta la stagione: è coinvolto infatti nella definizione del repertorio, della compagine artistica e in pratica di tutte le mansioni che concorrono a dare l’impronta musicale a un teatro. E’ il direttore principale dell’orchestra e ha una posizione di altissima responsabilità non solo per quanto riguarda le singole produzioni, ma in generale per tutto ciò che concerne la vita musicale e organizzativa del teatro.

Sotto di lui si trova un numero variabile di Kapellmeister, indicati in ordine gerarchico da un numero (1. Kapellmeister, 2. Kapellmeister ecc.). Più si scende di rango, minore è il grado di responsabilità del Kapellmeister (non di rado ad esempio il 3. Kapellmeister è anche un Korrepetitor o uno Studienleiter). Al Kapellmeister viene di solito affidata la direzione musicale di alcune nuove produzioni operistiche e sinfoniche, la direzione delle recite successive alla prima (Nachdirigate) e riprese di produzioni degli anni precedenti (Wiederaufnahmen).
Proviamo a fare un esempio pratico: ipotizziamo che la stagione di un grande teatro preveda come Premieren un Parsifal (8 recite), una Tosca (7 recite), un Barbiere (12 recite), un’operetta di Strauss (28 recite) e una Carmen di Bizet (10 recite), come Wiederaufnahmen una dozzina di recite con due opere di Verdi, un musical (10 recite) e un balletto (8 recite), otto concerti sinfonici e una decina di concerti di gala. Il GMD dirige tutte le recite di Parsifal e le prime quattro di Tosca, quattro concerti sinfonici e i quattro gala più importanti. Il 1. Kapellmeister dirige i Nachdirigate di Tosca, tutto Barbiere e le prime dieci recite dell’operetta più quasi tutte le recite di Verdi, un concerto sinfonico e quattro gala. Il 2. Kapellmeister dirige le rimanenti recite dell’operetta di Strauss, le Wiederaufnahmen del musical e del balletto e un paio di matinée per le scuole o per le famiglie alla domenica. I restanti gala e concerti sinfonici sono affidati a direttori ospiti.

Ovviamente questa è una semplificazione solo per dare un’idea della divisione dei compiti: ogni teatro è a sé e ogni GMD pure: ci sono GMD che vogliono dirigere solo Wagner, quindi il repertorio italiano va tutto al 1. Kapellmeister, come pure il contrario. Ci sono GMD che non vogliono farsi “oscurare” dai collaboratori e quindi dirigono tutte le Premieren con la critica, lasciando solo le recite minori ai Kapellmeister. E così via. Va da sé che per un buon equilibrio del teatro, tutti gli artisti devono ricevere un grado di soddisfazione professionale pari al ruolo che ricoprono, altrimenti diventa un lavoro insopportabile e faticosissimo.

Ma è vero che in Germania si fanno le recite senza prove?

Questa domanda mi viene posta spesso. I Nachdirigate (che è il plurale di Nachdirigat = letteralmente, dirigere “dopo”, “post-direzione”) e le Wiederaufnahmen (plurale di Wiederaufnahme = ripresa) effettivamente spesso non prevedono una prova con l’orchestra, o al massimo un assestamento di poche ore. Questo perché per ogni nuova produzione (Premiere) il teatro mette a disposizione sei settimane di prove (tra prove musicali, regie e assiemi), un lavoro complesso che vede in campo tutte le forze del Bereich artistico: maestri collaboratori, direzione di palcoscenico, assistenti di regia in primis. Le prove vengono minuziosamente “registrate” dagli appunti dei direttori di scena e degli assistenti, che saranno poi i principali responsabili della messa in scena in caso di Wiederaufnahme. Idem per la parte musicale, che però tendenzialmente è più flessibile rispetto a quella scenica perché i cantanti ovviamente possono essere diversi da quelli della prima esecuzione.
Non essendoci prove musicali (o essendo comunque molto limitate), si tende a privilegiare una direzione musicale il più possibile conforme a quella originaria. Questo non significa assolutamente che il direttore debba sacrificare le proprie idee in funzione della facilità d’esecuzione, ma piuttosto che dovrà essere molto chiaro col gesto in modo da poter guidare le masse e i solisti nella propria lettura dell’opera senza snaturare le proprie idee né compromettere il buon esito della recita. Non è un caso che la prova finale di una selezione per Kapellmeister sia un Nachdirigat di un’opera in cartellone: uno dei pregi riconosciuti dall’orchestra al proprio Kapellmeister ideale è quello di saperli “portare a casa”: la differenza tra un Kapellmeister medio e uno bravo sta nel farli anche divertire durante il viaggio.

Le audizioni.

Come già detto a proposito dei maestri collaboratori (vedi articolo), le audizioni vengono solitamente rese note tramite comunicati stampa dei singoli teatri, agenzie (importantissima la ZAV Bundesagentur) e siti gratis o a pagamento in cui vengono raccolte le informazioni utili. A mio parere, il sito più completo a questo proposito è Theapolis, un database di tutte le professioni connesse al mondo del teatro (dal sarto al direttore d’orchestra passando per gli uffici amministrativi).
In genere, vengono richieste due prove: un’eliminatoria in cui il candidato è invitato a dirigere una prova da 20-30 minuti in cui, solitamente, sono richieste una concertazione e un’esecuzione. Quasi ovunque viene richiesto come brano d’obbligo l’Overture del Fledermaus, in cui tutte le orchestre tedesche sono generalmente molto sicure e possono apprezzare le sfumature dei diversi aspiranti Kapellmeister, la loro capacità di guidarli con sicurezza e il loro atteggiamento sul podio. Spesso viene richiesta la concertazione di un movimento di sinfonia classica o romantica, o di un brano d’insieme con cantanti, per dare un’idea del proprio modo di esprimersi, di lavorare, e in generale della propria preparazione musicale e direttoriale. E’ estremamente importante in questa prova riuscire a coinvolgere i musicisti, non essere prevedibili ma neanche esibizionisti, esprimersi con proprietà di linguaggio e insomma…cercare di essere il direttore che l’orchestra vorrebbe avere davanti a sé.

Alla seconda prova accede una rosa ristretta di candidati, di solito non più di tre. Quando racconto in cosa consiste la prova in genere chi mi ascolta deve farselo ripetere per essere sicuro di aver capito bene. La seconda prova è una recita. Una recita vera, del teatro, con pubblico pagante. Una grande responsabilità.

E senza prove.

Un eccellente banco di prova a cui bisogna farsi trovare più che preparati, perché per quanto il cast e l’orchestra possano essere ferrati, ci sarà sempre l’imprevisto, il sostituto, il vuoto di memoria: e bisogna saper reagire in maniera tempestiva. Di solito il teatro affida ai candidati tre recite della stessa opera per poterli confrontare sullo stesso livello, inviando loro un po’ di tempo prima (2-4 settimane) il video dell’Inszenierung, cioè della messa in scena che ovviamente il direttore deve conoscere perfettamente. Per poter “sacrificare” tre recite, ovviamente, deve trattarsi di un’opera con molte repliche (spesso un’operetta o un’opera di repertorio ricorrente), quindi una mossa furba è quella di guardare lo Spielplan (cioè il calendario di stagione) del teatro in questione e farsi un’idea di quale opera in cartellone sia potenzialmente la più idonea: difficilmente sarà un’opera di grande repertorio, più facilmente capiterà un’operetta (molto difficile da dirigere, contrariamente a quanto pensa qualcuno), un Mozart o affini. Un Nachdirigat di Tannhäuser o Turandot non capiterà mai per ovvie ragioni. Se torniamo all’ipotesi di stagione accennata sopra, a seconda del tipo di Kapellmeister che il teatro sta cercando, le opere papabili sono Barbiere, Carmen e l’operetta.
A entrambi i voti (eliminatoria e finale) partecipa anche l’orchestra, che viene chiamata ad esprimere la propria preferenza per un candidato così come succede nelle audizioni per professori d’orchestra.

Il Kapellmeister “vincitore” inizierà a lavorare come membro effettivo dell’Ensemble a partire dall’inizio della stagione successiva (in genere ad Agosto) con un periodo di prova variabile da teatro a teatro e con un contratto in tutto e per tutto simile a quello del Solorepetitor, appartenente alla categoria NV-Solo (una tipologia di contratto nazionale che accomuna tutti i solisti, categoria a cui appartiene il Kapellmeister – mentre il GMD ha una tipologia di contratto diversa). Il contratto vige un anno con rinnovo automatico annuale, salvo preavviso di licenziamento che il teatro comunica al dipendente entro il 31 ottobre – l’attività cesserà dunque, salvo altre indicazioni, al termine della stagione in corso, dando così il tempo di cercare un altro impiego.

Se vi sono rimasti dubbi, curiosità, perplessità…scrivetemi! L’argomento è appassionante e complesso, ma soprattutto frutto della mia esperienza personale come direttore d’orchestra in Germania, per cui non pretendo certo di avere la verità universale in tasca. Se però questi piccoli spunti possono aiutare anche solo uno di voi ad intraprendere la strada della direzione in Germania, strada tosta ma ricca di enormi soddisfazioni professionali, il mio obiettivo è raggiunto. E nel caso, fatemelo sapere!

[M.C.]

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