Come prepararsi a un’audizione? Un esempio austriaco

Consigli per muoversi nel mondo delle audizioni in Europa

Cercare lavoro oltralpe è per i giovani musicisti italiani ormai una consuetudine: necessità, ma anche curiosità. Si può partire per cambiare vita, ma anche per esplorare ed eventualmente ritornare. Quali che siano le motivazioni che portano alla scelta di un trasferimento all’estero, è sempre importante cercare di partire con consapevolezza e coscienza del lavoro per il quale si va a concorrere. Non basta vincere l’audizione, occorre sapere reggere lo stress del lavoro in teatro e affinare le proprie capacità relazionali per conservare il posto – o ambire a una posizione migliore.

Ho pensato di tradurre e proporre qui miei lettori di Pianisti all’Opera alcuni spunti tratti da due interviste del 2021 e 2022 rilasciate sul sito Theapolis (chi segue la pagina sa che è uno dei portali che consiglio sempre per la ricerca di audizioni, se vuoi saperne di più ti rimando alla serie di articoli sul lavoro del Korrepetitor in Germania) per il KIBA (Künstlerischer Initiativ Bewerbungs Almanach): la parola a Mirjam Beck, vicedirettrice artistica del Volkstheater di Vienna. Potete trovare le interviste originali qui e qui. L’ambito di riferimento è ovviamente quello del teatro specifico di cui si parla, ma trovo condivisibili molte affermazioni, di cui ciascuno potrà fare tesoro in base alla propria esperienza. Come si svolge un’audizione, quali sono le difficoltà e i vantaggi di un teatro austriaco, l’importanza della musicalità in fase di audizione sono alcuni degli spunti che troverete nelle prossime righe.

Buona lettura!


Ci sono attualmente posti vacanti per la prossima stagione?
Purtroppo al momento non posso dare alcuna informazione in merito, perché i colloqui per la prossima stagione non si svolgeranno prima di novembre/dicembre.

Qual è lo stipendio minimo che offrite ai giovani professionisti?
Lo stipendio minimo in Austria è di 2.125 euro, tutti i professionisti il primo anno ricevono questa quota.

Quale invece per gli artisti ospiti?
Nessuno lavora per noi al di sotto del salario minimo. Quando si tratta di artisti ospiti, prendiamo le nostre tariffe come confronto e teniamo sempre sempre conto dell’età e dell’esperienza professionale.

Qual è la Sua opinione in merito all’aumento del salario minimo, come valuta l’impatto nei teatri?
Questo punto per ora non è ancora in discussione in Austria. Due cuori mi battono nel petto: penso che l’aumento del salario minimo sia assolutamente corretto, ma in quale misura è un’altra questione. Questo ha un impatto sull’intera struttura economica di un teatro…mi viene già il mal di testa. Come dovrebbe essere finanziato? I teatri non non sono in grado di sostenerlo da soli.

Il coronavirus ha influito sulla vostra politica occupazionale?
No.

Rispondete sempre a tutte le candidature? Anche quelle non richieste?
Cerchiamo davvero di rispondere a tutti il prima possibile, purtroppo a volte può volerci del tempo, ma negli anni siamo diventati bravi a metterci in contatto con tutti.

Andate anche direttamente alla ricerca di artisti per invitarli?
Andiamo regolarmente alle audizioni della ZAV a Neuss e da lì invitiamo eventualmente gli artisti al nostro teatro. Se vado personalmente da qualche parte, è perché un artista mi è stato consigliato caldamente, o perché voglio vedere la produzione di un certo regista.

Fate una ricerca specifica di giovani talenti?
Cerchiamo di mescolare bene le generazioni nell’Ensemble. Soprattutto, per noi è importante mettere in connessione i più esperti con i più giovani, perché così gli artisti più anziani non si arrugginiscono e i più giovani possono imparare qualcosa dai più grandi.

Formalità: come dovrebbe essere la domanda (foto, lettera di presentazione, in che formato, ecc.)?
Ad essere onesti, l’e-mail ci basta, fa risparmiare carta e denaro e la risposta è più veloce.
Ci piacciono le candidature personalizzate. Ovviamente non devono essere romanzi, ma siamo interessati al motivo per cui i candidati si candidano al nostro teatro. Quindi non sarebbe male dare un’occhiata prima di tutto al nostro sito web. Ottimo anche mandare la foto, una breve lettera di presentazione e una panoramica di ciò che si è già fatto e, soprattutto, con chi si ha già lavorato.

Sono valutati titoli ed esperienze alternative?
Sì.

E per quanto riguarda le foto?
Personalmente, trovo le foto delle produzioni le più interessanti, ma di solito mi interessa di più conoscere le ultime attività artistiche del candidato, cosa e dove si è esibito.

C’è un periodo dell’anno migliore per fare domanda?
Non esiste un periodo più conveniente, ma sulla base della mia esperienza a Dortmund, direi che è sempre bene fare domanda tra settembre e dicembre per l’inizio della stagione successiva. Molte audizioni si svolgono poi dopo le audizioni ZAV, ovvero da novembre.

Assumete principalmente artisti che provengono dalla regione del tuo teatro?
Quando si fa teatro in Germania, assolutamente no. Per lo meno, così è stato per noi: siamo interessati agli artisti, non importa se provengono da Germania, Austria, Svizzera o Russia. Qui in Austria è un po’ diverso, qui alcuni vorrebbero un Ensemble puramente austriaco e siamo stati criticati per avere troppi “Piefke” nell’Ensemble, troppi tedeschi – e questo prima ancora che iniziassimo [NDR: si riferisce all’attuale direzione artistica]. Non ci siamo adeguati perché lo troviamo assolutamente discriminatorio. Per Vienna è stato addirittura un piccolo scandalo che il fatto che un tedesco abbia ottenuto il Volkstheater [NDR: si riferisce a Kay Voges, direttore del Volkstheater dal 2020).

Com’è la distribuzione di genere nel vostro Ensemble?
Il nostro Ensemble è composto da 11 artisti maschi e 10 femmine, c’è equilibrio di genere ma non è stata una scelta di calcolo. Non cerchiamo personalità artistiche individualiste, perché crediamo che il buon teatro debba svilupparsi essenzialmente in una comunità, essere umanamente compatibili.

Cosa chiedereste ai candidati che inviano la domanda di audizione?
Preghiamo di darci un po’ di tempo per rispondere.

E cosa non è gradito? Quali sono gli “errori ” più comuni di un candidato?
“Caro Sig. Vogel, ho osservato per anni il suo interessante lavoro al Volkstheater di Monaco e ho sempre voluto far parte del suo Ensemble di Amburgo.”…Sfortunatamente, questo accade più spesso di quanto pensi. Il correttore automatico trasforma “Herr Voges” diventi “Herr Vogel“. Vorrei sottolineare che se questo posto è davvero importante per un candidato, dovrebbe almeno prestare molta attenzione a queste cose.
Un altro classico è ricevere la stessa candidatura via e-mail dieci volte in un giorno. Sfortunatamente, ciò non la rende più interessante né garantisce di ottenere un invito più velocemente: una volta è sufficiente.

Chi fa parte della commissione di selezione?
Drammaturghi, la direzione artistica, componenti dell’ensemble.

Come si svolgono le audizioni? Cosa si deve preparare e a cosa si dovrebbe prestare attenzione?
In base alle candidature e alle raccomandazioni ricevute invitiamo gli artisti. Di solito l’Intendant saluta e si fanno le presentazioni dei componenti della commissione, poi si comincia con qualche parola per rompere il ghiaccio; poi inizia l’audizione vera e propria, e infine un breve colloquio con alcune informazioni su quando ci metteremo in contatto.
Durante l’audizione cerchiamo di non interrompere, quindi è importante che il candidato non superi i limiti di tempo richiesti. E’ buona cosa presentare tre ruoli (due moderni, uno classico), e soprattutto, cosa più importante, esprimere la propria musicalità. Non si tratta solo di saper cantare alla perfezione, ma anche di senso del ritmo e del tactus. Anche una buona dizione nello Sprechgesang è un’ottima cosa, non si tratta solo di solfeggio.

Un’ultima parola per i candidati?
Fate sempre ciò in cui credete – ma soprattutto, non smettete mai di credere in voi stessi.
Tanti auguri e non mollate mai!

[Traduzione e adattamento delle interviste a cura di Margherita Colombo]

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