Orientarsi nello studio di Wagner

“Buongiorno Maestro, sono un maestro collaboratore e vorrei provare a fare audizioni nei teatri tedeschi. Oltre al repertorio da audizione, vorrei preparare qualcosa in tedesco, magari Wagner e Strauss. Da cosa mi consiglia di cominciare?”

Non è la prima volta che ricevo messaggi del genere, ed è una delle ragioni che mi spingono a tenere corsi per maestri collaboratori e a raccontare la mia esperienza su questo blog.
Moltissimi bravi maestri collaboratori guardano da sempre alla Germania, non solo per le maggiori opportunità lavorative che indubbiamente offre nel mondo della musica e del teatro, ma anche per allargare il proprio panorama musicale a repertori che in Italia si fanno ancora troppo poco, pochissimo.

Da cosa cominciare per iniziare a mettere sotto le dita Wagner e Strauss? Iniziamo con il primo autore, affronteremo il secondo in un altro capitolo.

E’ davvero una domanda difficile, ma possiamo provare a farci un’idea. Prima di tutto, e qui so che molti si scoraggeranno (NON FATELO!), occorre iniziare a masticare il tedesco.
Se vuoi lavorare in un teatro tedesco, devi sapere che al Korrepetitor è richiesta come minimo una fluente conoscenza della lingua tedesca oltre che una o più lingue frequenti nell’opera (italiano, francese e russo). Ma non preoccuparti, non devi partire con un livello C2.
Per iniziare a destreggiarsi tra le opere di Wagner o Strauss è sufficiente cominciare a conoscere (bene) le regole di pronuncia, le basi della struttura grammaticale tedesca, e munirsi di un ottimo libretto con traduzione a fianco (ne linkerò qualcuno dopo) e non scoraggiarsi.

Regole di sopravvivenza per studiare un’opera
(valide per qualunque lingua):

  1. Leggi attentamente il testo, cercando di comprendere esattamente la traduzione. Sembra scontato, ma molti cercano di saltare questo passaggio per passare direttamente alla musica. Dammi retta, non funziona! Puoi anche sopravvivere qualche pagina lavorando così, ma ti assicuro che quando tornerai indietro non ti resterà niente in mente e ti sembrerà di dover rifare tutto da capo.
  2. Canta tutte le linee melodiche. Se sei in grado, puoi accennare già la parte orchestrale al pianoforte, altrimenti ti consiglio di concentrarti sul canto cercando di fissare le armonie principali.
  3. Dedicati alla parte orchestrale senza pretendere di suonare immediatamente tutto ma cercando di farri un’idea della struttura musicale.

Questo è il lavoro preliminare: sembra tanto, ma ti risparmierà molta fatica in seguito.
L’errore che fanno alcuni è quello di fermarsi a queste tre regole base. Wagner e Strauss (ma queste regole valgono per qualsiasi repertorio) hanno una componente orchestrale così forte che non è possibile limitarsi a “sapere” l’accompagnamento, perché non si tratta assolutamente di accompagnamento: l’orchestra è protagonista tanto quanto le linee vocali, e bisogna trattarla con il rispetto che merita. Ogni maestro collaboratore normalmente arriva da molti anni di studio di repertorio solistico e cameristico, spesso abbandonato in favore dell’opera: è il momento di rispolverare la tecnica e lavorare di fino sull’orchestra! Il direttore in prova di sala ti adorerà e i cantanti saranno enormemente avvantaggiati nel momento in cui inizieranno le prove con l’orchestra, perché avranno avuto una base musicale solida su cui appoggiarsi nel corso di tutte le prove di regia (nei teatri tedeschi di solito si lavora per 3-4 settimane solo col pianoforte).

Ma da quali opere iniziare?

Non c’è una vera e propria classifica, ma sulla base della mia esperienza personale e dopo aver condotto qualche ricerca sul web ecco i miei consigli di studio.

L’opera di Wagner più rappresentata in Germania è Der fliegende Holländer, con 419 rappresentazioni e 67 produzioni negli ultimi cinque anni (fonti: de.statista e Operabase). Come ho scritto sopra, prima di tutto procurati un’ottima traduzione: io consiglio questa edizione con testo tedesco a fronte (clicca qui).
Esistono diverse edizioni dello spartito, ma per evitare di spendere troppo consiglio la Peters, su cui mi trovo molto bene anche perché la carta è leggermente opaca e graficamente è stampata benissimo: la trovi a questo link direttamente da amazon.de!
Se ti servisse la partitura orchestrale in full-score, la trovi su Amazon.com a questo link nell’edizione Kalmus.

Al secondo posto troviamo Tannhäuser: Trovi a questo link il libretto con testo tedesco e italiano a fronte; per lo spartito canto-piano della Peters clicca qui, mentre per la partitura Dover puoi cliccare qui.

La terza opera elencata nel ranking delle opere di Wagner più seguite (quindi, si presume, più rappresentate), è Lohengrin. Il solito libretto con testo a fronte è acquistabile a questo link, lo spartito in edizione Peters è qui, mentre la partitura Dover è a questo link (attenzione: c’è scritto “english”, ma non ho idea se sia una versione in inglese o se si riferisca semplicemente alla prefazione).

Un mio personalissimo consiglio è quello di mettere in cantiere tra le prime opere il Parsifal. Forse non è l’opera più eseguita, ma ho notato che i tedeschi in generale amano le ricorrenze, e dal momento che i teatri tedeschi sono di repertorio (cioè ripropongono ciclicamente le stesse produzioni negli anni), è facile imbattersi nella stessa opera in un certo periodo dell’anno (nel teatro in cui ho lavorato, per esempio, era un must ormai ventennale rappresentare la Bohéme a Natale e Parsifal a Pasqua, perché nelle due opere sono presenti riferimenti a queste ricorrenze).
Il libretto con testo a fronte purtroppo al momento non è disponibile su Amazon quindi nel frattempo ti segnalo questa traduzione italiana di Ricordi (clicca qui); lo spartito in edizione Peters è qui, ma segnalo questa edizione della Schott che dovrebbe essere più recente. Per la partitura potete fare riferimento alla Dover (clicca qui) o alla sempre ottima edizione da studio Eulenburg (disponibile a questo link).

Presto in arrivo il seguito!

M.C.

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