Il Maestro sostituto.

Bentornati per un nuovo episodio di Pillole all’Opera, la rubrica di Pianisti all’opera dedicata a chi vuole saperne di più sul mondo del teatro musicale.
Continuiamo il nostro viaggio in Germania, un Paese così vicino a noi eppure sotto molti aspetti molto diverso nell’organizzazione, gestione e visione del mondo operistico.

Oggi vorrei spiegare brevemente alcuni termini che spesso si leggono sui bandi di audizione che però non sono di semplicissima comprensione se non si mastica un po’ di tedesco. La premessa, abbondantemente ripetuta in vari post e articoli, è sempre la stessa: se si vuole lavorare in un teatro tedesco bisogna imparare la lingua perché il contatto umano e la comunicazione nel nostro lavoro sono fondamentali. Tuttavia una robusta dose di buona volontà e una dignitosa base di inglese possono essere sufficienti per cominciare ad addentrarsi in questo mondo certamente non facilissimo, ma capace di dare ai musicisti grandi soddisfazioni.

Iniziamo a sciogliere i dubbi su un parolone che spesso troviamo sui bandi destinati ai maestri collaboratori: Solorepetitor mit Dirigierverpflichtung.
Il Solorepetitor, come abbiamo visto nello scorso episodio, non è altro che un maestro collaboratore con una mansione prettamente rivolta al lavoro con i solisti dell’Ensemble. Dirigieren significa, com’è facile intuire, dirigere. Verpflichtung indica un obbligo. Come nei bandi per violino di spalla con obbligo di fila, ad esempio. Chi o cosa deve dirigere questo Solorepetitor? Principalmente le prove di regia.
Accade spesso infatti che il direttore d’orchestra responsabile del progetto si eclissi per un certo numero di prove di regia (per altre produzioni in corso ad esempio) e che il Korrepetitor designato lo sostituisca in prova fornendo un supporto importantissimo allo svolgimento del lavoro di regia. In pratica è quello che spesso in Italia si chiama Maestro sostituto (figura fondamentale nei teatri qualche decennio fa, adesso quasi scomparsa anche se nominalmente – e in qualche raro, fortunato caso anche nei fatti – è rimasta). Il Solorepetitor mit Dirigierverpflichtung deve avere, oltre che un’ottima base pianistica come qualunque altro Repetitor, competenze direttoriali che vengono accertate normalmente in fase di audizione con una piccola prova di direzione ed eventualmente concertazione con cantanti al pianoforte.
Spesso sul contratto del Repetitor viene specificato che tale posizione non dà diritto automaticamente a dirigere recite o ad avere la responsabilità musicale di uno spettacolo, anche se piccolo. Da contratto, oltre alle mansioni pianistiche che rimangono la parte principale del lavoro, c’è la direzione delle prove in assenza del direttore e, molto interessante soprattutto per i giovani pianisti/direttori alla prima esperienza, la direzione della musica di scena. Dirigere la musica di scena può essere molto gratificante o molto noioso, a seconda dell’opera che capita: può capitare di dover “dirigere” i rintocchi di campana di Rigoletto (nonostante il percussionista sia in grado di fare benissimo da solo mentre legge Topolino), ma capita anche di potersi godere degli assaggi di musica molto interessanti, a partire dalle bande di scena di Traviata e Rigoletto (spesso oggi purtroppo sostituite dal Tonband, ovvero una registrazione), ai grandiosi interventi di ottoni wagneriani (Tannhäuser, per dirne una) oppure dare attacchi da dietro le quinte a gruppi che per ragioni registiche hanno scarsa visibilità sul direttore (tra le mie esperienze più interessanti di qualche annetto fa ricordo volentieri la fanfara del secondo quadro di Bohéme suonata da una banda di Babbi natale che marciavano su un palco rotante, i cinque bambini non nati di Frau ohne Schatten troppo bassi per vedere bene il direttore in buca, la bellissima musica di scena di Peter Grimes nel retro-palco con un monitor minuscolo per coordinarmi col direttore in buca…).
A chi consiglio questo lavoro? Senz’altro ai maestri collaboratori con la passione o l’ambizione per la direzione: a questi ultimi suggerirei di affrontare questo lavoro non tanto nell’ottica di “scalare” la gerarchia del teatro, quanto per la possibilità di mettere su TANTO repertorio sia dal punto di vista pianistico che direttoriale. Anche se di fatto
con questo tipo di contratto l’orchestra la si vede poco o niente, non bisogna sottovalutare la grandissima opportunità in termini di tecnica ed esperienza che passare quotidianamente opere in sede di prova di regia fornisce.
Poi non è comunque detto che non si possa giovare di qualche piccolo “upgrade” interno al teatro: se il GMD ha avuto modo di apprezzare il lavoro del Solorepetitor mit Dirigierverpflichtung, non è affatto escluso di poter riuscire ad ottenere la direzione di qualche recita (Nachdirigat) o addirittura la direzione musicale (Musikalische Leitung) di un proprio spettacolo.

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(a cura di Margherita Colombo)

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