Workshop per maestri collaboratori, cantanti e direttori

La Boheme di Giacomo Puccini

M° Margherita Colombo
direttrice d’orchestra, pianista e compositrice

14-16 giugno, Trezzo sull’Adda (MI)

Il workshop operistico è rivolto a 3 categorie del teatro d’opera: studenti di canto lirico, studenti di direzione d’orchestra e allievi di pianoforte ad indirizzo maestro collaboratore.
Direzione d’orchestra: il corso offre la possibilità di studiare una grande opera di repertorio insieme a maestri collaboratori e cantanti, rivolgendo particolare attenzione alle tradizioni esecutive e alla cura del gesto.
Pianoforte (Maestro collaboratore): il corso affronterà lo studio dell’opera toccando le molteplici competenze richieste al maestro collaboratore durante la preparazione di un’opera: suonare, cantare, dirigere e coordinare. Verrà offerta l’opportunità di affinare la pratica di suonare sotto direzione con particolare attenzione all’aspetto più “orchestrale” del suono.
Canto: i solisti coinvolti avranno la possibilità di studiare il ruolo prescelto insieme a direttori e maestri collaboratori apprendendo le principali tradizioni esecutive dell’opera.

Il workshop è dedicato alla Bohème di Giacomo Puccini.
Nello specifico, gli allievi potranno preparare l’intera opera o brani a scelta tra quelli indicati in questa pagina.
Scopo del laboratorio è affrontare la preparazione di un’opera a partire dallo studio primario del ruolo da parte del cantante insieme a direttore e pianista.

Sessioni mattutine: 3 ore dedicate a pianisti e direttori per lo studio della partitura, la preparazione tecnica e musicale di essa. Le lezioni sono aperte ai cantanti qualora lo desiderassero. 
Sessioni pomeridiane: 3 ore dedicate a cantanti, pianisti e direttori. Il focus è improntato sui ruoli vocali, le peculiarità interpretative e stilistiche.
Totale ore direttori e pianisti collaboratori: 18 ore di corso + concerto
Totale ore cantanti: 9 ore di corso + concerto

Quote di iscrizione:
Direttori e Pianisti collaboratori € 170
Cantanti € 120
QUOTA ISCRIZIONE FESTIVAL: € 30 (per i soci di é Musica Nuova € 20)

PER ULTERIORI INFORMAZIONI : http://www.e-musicanuova.com/festival-oho-che-bel-castello/musica-operistica.html

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Dietro le quinte

Chi è l’ideatrice di Pianisti all’Opera

Margherita Colombo è direttrice d’orchestra, pianista e compositrice.

Si è diplomata in Direzione d’orchestra sotto la guida del M° Daniele Agiman presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano nel 2010 concludendo un brillante e variegato percorso di studi che comprende il Diploma in Pianoforte (M° Mario Boselli), il Biennio per Maestri collaboratori (M° Umberto Finazzi), il Diploma in Composizione (M° Fulvio Delli Pizzi), il corso triennale di Alto Perfezionamento pianistico dell’Accademia Musicale Pescarese (M° Paolo Bordoni), numerose Masterclasses in Italia e all’estero tenute da rinomati Maestri (Aldo Ciccolini, Joaquin Achucarro, Sergio Perticaroli, Jeffrey Swan).  
Attualmente riveste la posizione di direttrice d’orchestra presso il Landestheater Niederbayern con sede a Passau (Germania) dove dirige numerose produzioni operistiche e sinfoniche alla guida della Niederbayerische Philharmonie. Ha diretto la Gewandhausorchester di Lipsia e numerose orchestre e ensemble strumentali e vocali in Italia, Germania, Svizzera e Albania. Tra i principali titoli operistici e teatrali sotto la sua direzione: Traviata (Verdi), La Wally (Catalani), Boheme (Puccini), Ariodante (Haendel), Orfeo ed Euridice (Gluck), Zigeunerbaron e Wiener Blut (Strauss), Der Graf von Luxemburg (Lehar), L’Histoire du Soldat (Stravinskij), L’opera da tre soldi (Weill), Il Mondo della Luna (Haydn), Pinocchio (Valtinoni), Il Flauto magico e Le Nozze di Figaro (Mozart), La scala di seta, Il signor Bruschino e La cambiale di matrimonio (Rossini), oltre a numerosi concerti sinfonici e opere in qualità di assistente principale.
Ha inoltre lavorato in numerosi teatri come maestro collaboratore e sostituto (tra gli altri si ricordano l’Opera di Lipsia, il Teatro di Nordhausen, Ticino Musica, il Teatro Donizetti di Bergamo, il Teatro Sao Carlos di Lisbona, i Teatri di Campobasso e Potenza, i Festival lirici di Casamari e Pergine, Aslico, l’Orchestra dell’Università degli Studi di Milano, Ticino Musica, l’Orchestra Haydn).

Come pianista solista e in formazioni cameristiche (nel corso degli anni duo clarinetto-pianoforte, trio flauto-violoncello-pianoforte, trio clarinetto-violoncello-pianoforte, quintetto d’archi con pianoforte, duo flauto-pianoforte, duo viola-pianoforte, trio clarinetto-viola-pianoforte) Margherita Colombo ama esplorare ogni repertorio con grande passione per la ricerca musicologica, indagando le relazioni tra musica e società (tra i prossimi progetti, un ciclo di concerti dedicati alle compositrici e al loro tempo).  
Tiene regolarmente corsi e masterclass per pianisti e direttori con particolare riguardo per l’opera e per la professione di maestro collaboratore, incoraggiando i giovani pianisti ad avvicinarsi al repertorio operistico con attenzione verso lo studio della partitura e del suono “orchestrale” anche al pianoforte.

Sul fronte compositivo, Margherita Colombo ha realizzato brani per voci ed ensemble (“Fiore lunare”, “Fanciulle che hanno pianto da poco”), musica da camera e sinfonica (“Possession”, “Quattro stagioni”, “Shahrazad”), coro (“Domina”, “Piccole liriche di mezza estate”, “Haiku”), pianoforte (una precedente versione di “Shahrazad”) e chitarra (“Studietti” e “Chimera”); si dedica inoltre con passione alla realizzazione di arrangiamenti e adattamenti di opere del grande repertorio per pubblico ed esecutori giovanissimi (tra i progetti più recenti si ricordano le sue rielaborazioni per orchestra giovanile ispirate a “Il flauto magico” e “West side story” per Vacanze Musicali e alcune rielaborazioni orchestrali per le orchestre giovanili de La Verdi di Milano, Kids e Junior Orchestra).

Ha iniziato il progetto Pianisti all’Opera nel 2013, spinta dalla passione per la divulgazione e la condivisione di interessi comuni: trovando la qualità e la quantità di informazioni relative al mondo dei maestri collaboratori insoddisfacente, ha aperto una pagina facebook e successivamente un blog dedicati a radunare i professionisti interessati a conoscere meglio il mondo del teatro musicale.


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Recensioni da Pianisti: una storia d’amore a Casa Verdi

“Parlo d’amor con me”
Vita e musica tra le mura di casa Verdi

di Paola Calvetti

Il libro che voglio proporvi oggi è una lettura fresca e poco impegnativa capace di regalare dei piacevolissimi momenti di svago in un’ambientazione insolita eppure tanto cara ai melomani e agli appassionati di musica in generale: Casa Verdi.
“Delle mie opere, quella che mi piace di più è la Casa che ho fatto costruire a Milano per accogliervi i vecchi artisti di canto non favoriti dalla fortuna, o che non possedettero da giovani la virtù del risparmio. Poveri e cari compagni della mia vita! Credimi, amico, quella Casa è veramente l’opera mia più bella.” Così Verdi si espresse in merito alla celeberrima casa di riposo per musicisti che Paola Calvetti utilizza come splendido scenario per la sua piccola opera: uno sfondo che, proprio come un palcoscenico, è allo stesso tempo cornice e protagonista della vicenda.

La protagonista Ada racconta con l’umiltà di una domestica la vita segreta fatta di ricordi palpitanti degli abitanti di Casa Verdi: la Piera, la Kimiko, la Luisa, tutti con l’articolo alla milanese perché bene o male dalla capitale della lirica ci sono passati tutti. Ada guarda e ascolta: ascolta le storie di vite meravigliose fatte di sipari e velluti, maschere e trucchi di scena, lampadari di cristallo e mazzi di fiori in camerino. Ma ascolta anche le voci di vite sul viale del tramonto, accarezza mani rugose e sorride a occhi luminosi e nostalgici che a volte faticano ad accettare la fine di un sogno dorato, spegnendosi nella dolce malinconia di un pianoforte chiuso da anni, o di un giradischi rotto.

“Parlo d’amor con me” è un libro piccino che si legge d’un fiato ma capace di lasciare tanto dentro di sé. Perché sebbene il racconto sia di fantasia, dietro i tratti di Piera, Ines o Enzo non è difficile riconoscere storie e vite vere, come i ringraziamenti finali infine confermano.

“Parlo d’amor con me” è acquistabile su Amazon a 6 euro in formato cartaceo (qui) o a 4,99 euro in formato Kindle (qui). Buona lettura!

Vi è piaciuto questo libro? Eccovi la nostra selezione di romanzi di Paola Calvetti!

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La Boheme: aspettando il Workshop (giugno 2019)

E’ iniziato tutto qualche mese fa. Quando mi è stato chiesto di tenere un Workshop a tema operistico dedicato a maestri collaboratori, cantanti e direttori d’orchestra, sono letteralmente andata in fibrillazione e il mio cervello ha iniziato a sparare fuochi d’artificio e coriandoli. Quante possibilità, quanti capolavori, quante idee possibili da mettere in pratica! Un mondo potenzialmente infinito mi si stendeva davanti, e presto ho dovuto ammettere il fatto che il primo, enorme problema da affrontare riguardava proprio questo: come riuscire a circoscrivere l’argomento e il target senza perdere la bellezza dell’idea? La parola “Boheme” mi è affiorata in mente quasi naturalmente, come se fosse lì ad aspettarmi da sempre: la storia eterna della gioventù scanzonata che sorride alla vita tra i tetti parigini nonostante le mille difficoltà è sempre stata nel mio cuore in modo istintivo fin dai miei primi passi nel mondo dell’opera.

Mi piaccion quelle cose che han sì dolce malia,
che parlano d’amor, di primavere…
Che parlano di sogni e di chimere,
Quelle cose che han nome poesia.

La Boheme, un microcosmo eterno

Puccini sapeva di aver creato un piccolo miracolo. La sua continua insistenza sui dettagli del libretto al punto da esasperare Giacosa e Illica (“Ho sprecato più carta per poche scene di Boheme che per nessuno dei miei lavori drammatici!” commentava Giacosa), costretti a scrivere e riscrivere intere scene e a vedere cestinate senza riguardo ampie sezioni del lavoro, mostrano come il compositore avesse già ben chiaro in mente il mondo di Mimì e Rodolfo in tutte le sue sfaccettature, dall’angusta soffitta al chiassoso Quartiere Latino della vigilia di Natale.
Sebbene brani come “Che gelida manina” e “Donde lieta” indichino chiaramente chi siano i grandi protagonisti dell’opera, ascoltando la Bohéme proviamo inevitabilmente una sensazione di familiarità un po’ con tutti i personaggi e gli ambienti in cui si svolge la vicenda.
Ci immedesimiamo a turno in Marcello o Rodolfo, Mimì o Musetta; tutti noi abbiamo un amico chiassoso e spaccone come Schaunard, sicuramente in ogni compagnia di amici ci sono un brontolone misogino o un inguaribile romantico e con ogni probabilità abbiamo almeno almeno una volta nella nostra vita pensato di farla franca col padrone di casa inventandoci qualche scusa per non pagare l’affitto.
La Boheme siamo noi. L’ha vissuta Puccini stesso nei suoi anni giovanili e l’ha riversata nella sua musica, l’abbiamo vissuta noi stessi partendo per un Erasmus o affrontando con incertezza e incoscienza i nostri primi viaggi di lavoro, la vivranno i nostri figli qualunque strada prenderanno nella vita.
La Boheme non è soltanto una storia.
E’ una stagione della vita, un lampo di giovinezza, una parte importante della nostra memoria. Una parte che amiamo, talvolta visceralmente e inconsapevolmente, proprio perché volenti o nolenti sappiamo che ha una fine: Puccini ci sbatte in faccia con crudezza la fine più crudele, la morte silenziosa di Mimì che fin dal primo colpo di tosse si presagisce ma non si vuole ammettere.

Ho tante cose che ti voglio dire, o una sola ma grande come il mare.
Come il mare profonda ed infinita: sei il mio amore
e tutta la mia vita.

Workshop operistico a Trezzo sull’Adda

Sarà un weekend alla scoperta dell’opera per chi non la conosce e un approfondimento a 360 gradi su partitura, libretto e interpretazione per chi vuole sviscerarla più a fondo. Il corso si terrà a Trezzo sull’Adda dal 14 al 16 giugno accanto ad altri workshop (jazz, coro e violino) e si rivolge a maestri collaboratori, direttori e cantanti. Le lezioni mattutine saranno principalmente rivolte allo studio dello spartito e della partitura per pianisti e direttori, a cui si affiancheranno i cantanti nel pomeriggio. Non mancheranno momenti aperti al pubblico, tra cui si segnalano la conversazione musicale “Luoghi e affetti nella Boheme di Puccini” sabato 15 giugno alle ore 18 e il concerto dei migliori allievi del corso domenica 16 alle ore 21 presso la Sala degli specchi di Villa Crivelli.

Per chi volesse iscriversi al workshop o ricevere informazioni aggiuntive è possibile contattare il sito web del festival o inviare un’email a Pianisti all’Opera (pianistiallopera@gmail.com).

[Margherita Colombo]

Pillole all’Opera: Lavorare in Germania (3)

Il Maestro sostituto.

Bentornati per un nuovo episodio di Pillole all’Opera, la rubrica di Pianisti all’opera dedicata a chi vuole saperne di più sul mondo del teatro musicale.
Continuiamo il nostro viaggio in Germania, un Paese così vicino a noi eppure sotto molti aspetti molto diverso nell’organizzazione, gestione e visione del mondo operistico.

Oggi vorrei spiegare brevemente alcuni termini che spesso si leggono sui bandi di audizione che però non sono di semplicissima comprensione se non si mastica un po’ di tedesco. La premessa, abbondantemente ripetuta in vari post e articoli, è sempre la stessa: se si vuole lavorare in un teatro tedesco bisogna imparare la lingua perché il contatto umano e la comunicazione nel nostro lavoro sono fondamentali. Tuttavia una robusta dose di buona volontà e una dignitosa base di inglese possono essere sufficienti per cominciare ad addentrarsi in questo mondo certamente non facilissimo, ma capace di dare ai musicisti grandi soddisfazioni.

Iniziamo a sciogliere i dubbi su un parolone che spesso troviamo sui bandi destinati ai maestri collaboratori: Solorepetitor mit Dirigierverpflichtung.
Il Solorepetitor, come abbiamo visto nello scorso episodio, non è altro che un maestro collaboratore con una mansione prettamente rivolta al lavoro con i solisti dell’Ensemble. Dirigieren significa, com’è facile intuire, dirigere. Verpflichtung indica un obbligo. Come nei bandi per violino di spalla con obbligo di fila, ad esempio. Chi o cosa deve dirigere questo Solorepetitor? Principalmente le prove di regia.
Accade spesso infatti che il direttore d’orchestra responsabile del progetto si eclissi per un certo numero di prove di regia (per altre produzioni in corso ad esempio) e che il Korrepetitor designato lo sostituisca in prova fornendo un supporto importantissimo allo svolgimento del lavoro di regia. In pratica è quello che spesso in Italia si chiama Maestro sostituto (figura fondamentale nei teatri qualche decennio fa, adesso quasi scomparsa anche se nominalmente – e in qualche raro, fortunato caso anche nei fatti – è rimasta). Il Solorepetitor mit Dirigierverpflichtung deve avere, oltre che un’ottima base pianistica come qualunque altro Repetitor, competenze direttoriali che vengono accertate normalmente in fase di audizione con una piccola prova di direzione ed eventualmente concertazione con cantanti al pianoforte.
Spesso sul contratto del Repetitor viene specificato che tale posizione non dà diritto automaticamente a dirigere recite o ad avere la responsabilità musicale di uno spettacolo, anche se piccolo. Da contratto, oltre alle mansioni pianistiche che rimangono la parte principale del lavoro, c’è la direzione delle prove in assenza del direttore e, molto interessante soprattutto per i giovani pianisti/direttori alla prima esperienza, la direzione della musica di scena. Dirigere la musica di scena può essere molto gratificante o molto noioso, a seconda dell’opera che capita: può capitare di dover “dirigere” i rintocchi di campana di Rigoletto (nonostante il percussionista sia in grado di fare benissimo da solo mentre legge Topolino), ma capita anche di potersi godere degli assaggi di musica molto interessanti, a partire dalle bande di scena di Traviata e Rigoletto (spesso oggi purtroppo sostituite dal Tonband, ovvero una registrazione), ai grandiosi interventi di ottoni wagneriani (Tannhäuser, per dirne una) oppure dare attacchi da dietro le quinte a gruppi che per ragioni registiche hanno scarsa visibilità sul direttore (tra le mie esperienze più interessanti di qualche annetto fa ricordo volentieri la fanfara del secondo quadro di Bohéme suonata da una banda di Babbi natale che marciavano su un palco rotante, i cinque bambini non nati di Frau ohne Schatten troppo bassi per vedere bene il direttore in buca, la bellissima musica di scena di Peter Grimes nel retro-palco con un monitor minuscolo per coordinarmi col direttore in buca…).
A chi consiglio questo lavoro? Senz’altro ai maestri collaboratori con la passione o l’ambizione per la direzione: a questi ultimi suggerirei di affrontare questo lavoro non tanto nell’ottica di “scalare” la gerarchia del teatro, quanto per la possibilità di mettere su TANTO repertorio sia dal punto di vista pianistico che direttoriale. Anche se di fatto
con questo tipo di contratto l’orchestra la si vede poco o niente, non bisogna sottovalutare la grandissima opportunità in termini di tecnica ed esperienza che passare quotidianamente opere in sede di prova di regia fornisce.
Poi non è comunque detto che non si possa giovare di qualche piccolo “upgrade” interno al teatro: se il GMD ha avuto modo di apprezzare il lavoro del Solorepetitor mit Dirigierverpflichtung, non è affatto escluso di poter riuscire ad ottenere la direzione di qualche recita (Nachdirigat) o addirittura la direzione musicale (Musikalische Leitung) di un proprio spettacolo.

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(a cura di Margherita Colombo)

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