Pillole all’Opera: Lavorare in Germania (1)

AAA Lavoro cercasi

Cari Pianisti all’Opera,

Grazie per i messaggi di supporto alla pagina, mi fa molto piacere che le prime “Pillole” vi siano piaciute. Continuate a condividere con me le vostre  idee!
Come alcuni di voi sanno, da qualche tempo tengo dei corsi per maestri collaboratori in cui tra gli altri argomenti mi piace dedicare un po’ di tempo al tema della professione maestro collaboratore in Germania, data la mia recente esperienza come Solorepetitorin  (maestro collaboratore) prima e attualmente Kapellmeisterin (direttore d’orchestra) in terra teutonica. La curiosità degli studenti è tanta, così come spesso il timore di affrontare un percorso sconosciuto e impegnativo in un Paese straniero; ecco allora qualche Pillola per iniziare ad addentrarsi nel mondo del Korrepetitor senza paura!

La Germania è uno dei Paesi più ospitali per le professioni del Teatro musicale: non dico che sia facile trovare lavoro, ma se non altro è relativamente semplice reperire informazioni e capire come muoversi per iniziare a cercarlo. Online ci sono alcuni strumenti molto utili per farsi un’idea: trovo molto interessante consultare periodicamente Operabase, un imprescindibile punto di riferimento per gli spettacoli lirici in tutto il mondo; all’interno trovate un elenco esaustivo delle opere in cartellone in tutti i teatri europei e del resto del mondo, una lista dei teatri, degli artisti iscritti al sito e molte altre informazioni utili a comprendere al meglio la panoramica operistica internazionale. Utile sapere che la maggior parte dei direttori artistici e dei responsabili della ricerca di sostituti e artisti utilizza questo strumento per sapere quali artisti (cantanti, direttori, registi…) vanno in scena e dove.
Da ricordare che in Germania vige praticamente ovunque il sistema del teatro di repertorio: a seconda delle dimensioni del teatro, ogni stagione prevede un’alternanza tra Premieren (opere realizzate durante la stagione in corso generalmente da un team registico esterno – regista, scenografo, costumista; prime parti solistiche spesso Gäste, ospiti; direttore, maestri collaboratori e comprimari sono invece generalmente parte dell’Ensemble fisso del teatro) e Wiederaufnahmen, ovvero riprese di opere preparate in anni precedenti, spesso interamente affidate a membri dell’Ensemble, in caso di compatibilità vocale, in caso contrario il teatro si premurerà di cercare Gäste in grado di subentrare (einspringen) con pochissime (o nulle) prove: ecco l’importanza di un database imponente come Operabase per un teatro di repertorio.

Un sito che fin dai miei primi passi in Germania mi è stato di enorme utilità per trovare i primi contatti è Theapolis, a pagamento (circa 50 euro all’anno) ma molto completo e interessante. Qui, divisi per categoria di ricerca, vengono pubblicati tutti i bandi che i teatri tedeschi mettono a disposizione nella ricerca di personale: dai reparti amministrativi a quelli esecutivi, con un’importante sottocategoria “Musiktheater” che comprende i lavori disponibili per cantanti, pianisti, registi e direttori. Personalmente ho trovato quasi tutte le audizioni a cui ho partecipato grazie a questo sito, che consiglio a chiunque abbia competenze linguistiche adeguate e una seria intenzione di trasferirsi in Germania o Austria per lavorare in un teatro di lingua tedesca.

Infine vorrei segnalare un’importante istituzione tedesca che non tutti conoscono: la ZAV Künstlervermittlung, una vera e propria agenzia statale per il lavoro (Bundesagentur) che facilita l’inserimento degli artisti nel mercato teatrale tedesco. Attenzione, non si tratta di un’agenzia che procura lavoro in senso stretto, ma di una sorta di collocamento artisti che aiuta nella ricerca delle audizioni più pertinenti; è necessario inviare una candidatura completa di CV, link a video, eventuali lettere di raccomandazione e attendere un invito a presentarsi presso una loro sede a sostenere un’audizione – in caso di esito positivo la ZAV vi faciliterà la ricerca di audizioni in cambio di una commissione sullo stipendio – in caso ovviamente di superamento dell’audizione!

Spero che le Pillole di oggi vi siano state d’aiuto! Nelle prossime puntata parleremo delle differenze tra Korrepetitor, Solorepetitor, Studienleiter e affini!
Per domande, suggerimenti e proposte contattatemi come sempre tramite la pagina Facebook Pianisti all’Opera, il gruppo chiuso Maestri collaboratori: il camerino di Pianisti all’Opera o per email: pianistiallopera@gmail.com.

[Margherita Colombo]

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Pillole all’Opera: Vita da Maestro Collaboratore

Maestro collaboratore, Korrepetitor, Solorepetitor mit Dirigierverpflichtung, Studienleiter, Chef de chant, Vocal coach, Maestro sostituto, preparatore, suggeritore, Mastro di sala, di palcoscenico…Ma quante cose deve saper fare un pianista all’opera?

TANTE.

E’ vero, c’è spesso ancora confusione in questo ambito, e la ragione è molto semplice: solo negli ultimi anni la figura del maestro collaboratore si è codificata anche grazie all’avvento di corsi specifici dentro e fuori dal conservatorio che cercano di introdurre i giovani pianisti a questa magnifica professione, aggiungendo al repertorio solistico e cameristico nozioni di opera, accompagnamento e tecnica vocale.

E prima?

Prima il lavoro si imparava sul campo: ore e ore dietro le quinte a spiare i segreti dei grandi cantanti, a seguire il gesto del direttore, ad accompagnare lezioni, prove, audizioni e imparando così un mestiere estremamente complesso e faticoso. E’ sul campo che si impara la differenza tra “accompagnatore” e “collaboratore”. Quando il pianista raggiunge un tale grado di autonomia e sicurezza da conoscere l’opera non solo dal punto di vista pianistico, ma anche e soprattutto pratico – dal gesto del direttore alle esigenze dei cantanti, dai dettagli registici alle necessità tecniche di palcoscenico – ecco che diventa una vera e propria colonna portante del teatro, braccio destro di direttore e regista, indispensabile “sostituto” alle prove e in recita.

Anche ora che i conservatori insegnano tale disciplina (i Bienni e Trienni per maestri collaboratori stanno prendendo piede praticamente ovunque), non si può scindere la teoria dalla pratica. Bisogna sapersi sporcare le mani con il teatro, sapere quanto faticosa ma gratificante può essere questa professione, essere pronti più o meno a tutto – perché in teatro, sappiatelo, capita sempre di tutto. Cantare, suggerire, dare attacchi, trasportare un’aria…Ma anche relazionarsi col più burbero dei macchinisti veterani, conoscere le esigenze di un cambio scena o collaborare a una prova luci. Suonare su un vecchio pianoforte sgangherato o su uno Steinway, improvvisarsi tecnico di un Clavinova o mettere le mani per la prima volta su un cembalo o una celesta, spostare di continuo il seggiolino per vedere il direttore che si ostina a dirigere col mignolo.

Grande fatica, ma anche grande soddisfazione.

In questa piccola rubrica proverò a raccontarvi qualcosa di questa bellissima professione, sperando di raccogliere anche i vostri graditissimi contributi per trasformarla in una testimonianza collettiva di un pezzo di questo incredibile mondo che è il teatro!

[Margherita Colombo]

(nella foto: il teatro alla Scala dal palcoscenico. Foto presa dal Web)